Carburanti: accise al minimo europeo, trasparenza dei prezzi e tutele per le persone con disabilità e caregiver familiari

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Il costo dei carburanti pesa in modo insostenibile su famiglie e imprese, ma una soluzione strutturale e concreta esiste ed è fondata sulla trasparenza e sulla giustizia fiscale. La copertura del minor gettito iniziale trova totale sostenibilità nella drastica riduzione dell’evasione fiscale nel settore dei carburanti e nel maggiore gettito IRPEF generato da una trasparenza dei prezzi che stimola la concorrenza, incentrata unicamente sulla quota di margine applicata dai punti vendita al netto di IVA e accise.

La sproporzione della pressione fiscale italiana emerge con evidenza dai dati comparati con i parametri comunitari. Per quanto riguarda la benzina verde, a fronte di una soglia minima europea fissata a 359 euro per mille litri, l’Italia applica un’accisa di 672,9 euro per mille litri, risultando superiore dell’87,4 per cento rispetto al minimo stabilito dall’Unione Europea. Una dinamica identica si registra per il gasolio a tariffa piena, la cui soglia minima europea è anch’essa di 359 euro per mille litri a fronte dei 672,9 euro applicati dall’Italia, con un peso dell’accisa maggiore dell’87,4 per cento, mentre il regime transitorio applicato fino al 5 ottobre 2026 prevede un valore di 622,9 euro per mille litri, che supera comunque del 73,5 per cento il minimo comunitario.

Per invertire questa rotta, la strategia richiede interventi normativi decisi che partono dall’imposizione di un prezzo amministrato stabilito dal Governo a livello di extrarete, regolando la distribuzione e la vendita al di fuori delle tradizionali stazioni di servizio stradali. A ciò si unisce la riduzione dell’accisa alla soglia minima europea e la doverosa eliminazione della componente IVA calcolata sulle accise, portando contestualmente l’aliquota IVA ordinaria ad almeno il 10 per cento.

Per garantire trasparenza assoluta ai consumatori e tutelare la leale concorrenza, ogni operazione di rifornimento, sia in modalità self che servito con pagamento esclusivamente elettronico, deve prevedere l’emissione dello scontrino parlante. Questo documento evidenzia in modo chiaro e scindibile il costo del prodotto in ingresso nel punto vendita, l’accisa applicata, la quota di guadagno del rivenditore e l’IVA calcolata esclusivamente sul costo del prodotto e sul margine commerciale.

A completamento di questo quadro di equità sociale, si prevede un’ulteriore riduzione dell’IVA dal 10 al 5 per cento da applicare come restituzione fiscale mirata alle categorie di contribuenti economicamente fragili. Questa misura riconosce una tutela specifica e prioritaria alle persone con disabilità motoria che siano proprietarie di autovettura adattata e titolari di patente di guida speciale, requisiti che devono coesistere e per i caregiver familiari al fine di garantire il pieno diritto alla mobilità e all’inclusione.

Francesco Alberto Comellini
Vicepresidente – Osservatorio Permanente sulla Disabilità – OSPERDI ETS

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